Devo concludere questa saga. Cristiani, voi mi capite se dico che è un dovere morale per me. Essendo stato molto assente mi sono perso molte cose, soprattutto degli interessanti articoli che trattano proprio della “Carità Cristiana”. Abbiamo parlato di che fine fa l’ottopermille, oggi parliamo di tutti quei bellissimi alberghi, gestiti da ecclesiastici, che non pagano le tasse.
Partendo subito con un po’ di cifre: ogni anno i nostri comuni perdono 400 milioni d’euro (se non di più) a causa dell’esenzione fiscale di cui godono gli edifici “religiosi”. Soldi che poi i comuni da qualche parte dovranno prendere, e li prendono da noi. Come al solito perciò, siamo tutti che paghiamo per la chiesa. L’Avvenire dice che è dal ‘92 che esiste questa esenzione, vero, peccato che la corte di cassazione l’abbia dichiarata illegittima nel duemilaquattro, dicendo che potevano non pagare le tasse solo quegli edifici che “non svolgono funzione commerciale”. Questo ovviamente non valeva solo per la chiesa, ma anche per tutte le sedi di partito, onlus, associazioni sportive e così via… Si è ovviamente scatenato un putiferio, ma solo da parte della Cei, la quale ha dichiarato Anatema su tutti noi e… no, probabilmente l’anatema non c’è stato, ma l’unica ad aver perso la testa è stata lei (come se fosse una persona). A questo punto Berlusconi —sì, proprio lui— ha dato una mano ai suoi amichetti e ha rimesso tutto come prima. La commissione Europea ha quindi brontolato, e il governo Prodi allora ha cambiato di nuovo la norma, che adesso dice che sono esenti gli immobili a utilizzo “non esclusivamente commerciale”.
…
Che cazzo vuol dire? Che se faccio un cineforum nel mio bar dato che non è una cosa commerciale non pago le tasse? Pare di sì, e così il 95% degli immobili della chiesa — non solo le chiese, anche centinaia di alberghi — continua a non pagare le tasse. Questo sì che è dare a Cesare ciò che è di Cesare, questa sì che è carità cristiana!


Intanto ti ringrazio per avermi risposto. Volevo tanto sapere, mio caro ateo, cosa pensi sull’ accaduto di alcuni giorni fa riguardo la respinta del Santo Padre da parte dei professori dell’ Università La Sapienza e di alcuni suoi studenti.
Non credi che sia un tantino poco democratico?
Lascio a te la risposta…io mi limiterò a contrastarti in seguito!
Ciao!
Ingrid
Ehi… con calma! Mi sono appena rimesso in carreggiata e subito la butti sulla sapienza. Mi costringi a bruciarmi un bell’intervento in un commento!
Per ora accontentati di questo: nessuno ha vietato niente a nessun altro, hanno soltanto manifestato la loro disapprovazione (gli studenti un po’ a culo, i professori in modo serio) nei confronti del rettore, il papa poi ha (giustamente) declinato l’invito e approfittato per fare la vittima…
ho capito come fungeeee!!!!mi sento feliceee!!!!….(ok, non ci incastra nulla con il tuo intervento, era solo per renderti partecipe del mio attuale compiacimento!)..Bye Bye…
James, molla la presa, molla la chiesa e parlaci un po’ di te.
Baci. (E sfida!)
Non ho usato la parola divieto. Però mi concederai che una respinta c’è effettivamente stata. Prossimamente ne trarremo qualcosa di molto divertente su cui discutere…specialmente perchè nell’ ultima enciclica di Ratzinger, “Spe Salvi”, c’è scritto qualcosa di molto interessante che ha stupito anche una cattolica come me!
Bhe aspetto questo tuo intervento con trepidazione….:P
Ciao!
Ingrid
non mi sembrava coaì difficile lasciare un commento!
james ma sei fico nella foto!
Fatto l’intervento. Ora quando mi capita mi compro anche l’enciclica, che oltretutto costa solo due euro. Quando si dice che la qualità costa…
All’amica very kind: perché questi elogi? XD