
“Quando con la volontà alzò lo sguardo, vide un cielo nuvoloso. Altro intervento della volontà, e le nubi svanirono, e lui si ritrovò a contemplare una distesa ininterrotta di cielo azzurro, con il disco del sole di Gaia filtrato. Poi, sempre dietro suo comando, la distesa azzurra lasciò il posto alle stelle.
Trevize le spazzò via, e vide invece la Galassia, simile a una girandola osservata in prospettiva. Controllò l’immagine computerizzata, regolandone l’orientamento, alterando l’apparente sfasamento temporale, facendola ruotare prima in un senso, quindi poi in quello opposto. Individuò il sole di Sayshell, la stella più importante vicino a Gaia; poi il sole di Terminus; poi quello di Trantor; uno dopo l’altro. Viaggio di stella in stella nella mappa galattica racchiuse nelle viscere del computer.”
Isaac Asimov
Fondazione e Terra, pag 39
Sì, fino a qualche anno fa il computer della Far Star rimaneva limitato nell’ambito della fantascienza. Dall’inizio di questo millennio invece si tratta di realtà. Di effettiva possibilità della mente umana di osservare i mari di metano liquido su Titano, gli anelli di Saturno, le sonde Voyager che continuano il loro viaggio nello spazio sconosciuto. In un battito di ciglia potete portarvi da Rigel a Betelgeuse, da Mercurio a Nettuno, dare un’occhiata da vicino a quel disgraziato di Plutone che l’anno scorso è stato declassato e non è più un pianeta. Si chiama Celestia, è un software opensource del quale è uscita da poco la versione 1.5. Ma a parte queste evocative descrizioni, di cosa si tratta. Si tratta in sostanza di una simulazione spaziale. Al contrario dagli altri planetari, i quali ci tengono strettamente ancorati alla superficie terrestre, Celestia, un po’ come il computer della Far Star, permette di osservare l’universo da qualsiasi punto di vista, sia stella, pianeta, galassia o nebulosa. Può accellerare o rallentare lo scorrere del tempo, per vedere che aspetto avrà il nostro sistema solare tra secoli, vedere le eclissi in anticipo e altre amenità simili. Con innumerevoli aggiunte: sistemi solari immaginari, altri oggetti siderali, navicelle spaziali reali e di fiction. Tutto questo dovrebbe essere gratis? E magari anche di buona qualità? Sì, molto più di quel Google Space che tanti hanno osannato. Non solo, è pure leggero. In circa venti megabyte vi ritrovate in mezzo a più di centomila stelle, tutto il sistema solare, le sue lune, i suoi asteroidi, tutte le galassie conosciute, le nebulose, e pure i pianeti extrasolari. Il tutto con severo rigore scientifico nel riportare orbite e dati. Uno strumento eccezionale sia per lo svago — ci ho perso le giornate — sia per l’educazione, tant’è che lo usa pure la NASA… ma osservate voi di cosa è capace. Il primo è un vecchio video della versione 1.3, con una canzone che ormai è una “fedele” del mio blog. L’altro è il video diciamo “ufficiale” dell’ultima versione. Enjoy.
Celestia è scaricabile gratuitamente qua. Invito tutti almeno a dargli un’occhiata e darmi una loro impressione a riguardo, tanto per capire se sono solo io lo scemo che va in brodo di giuggiole a immaginarsi astronauta.
PS: l’immagine in testata a questo intervento l’ho fatta io da Celestia, così come lo sfondo del mio vecchio blog.


per quanto mi riguarda, sì: sei solo tu lo scemo che va in brodo di giuggiole ecc. ecc.
Ok, cambiamo atteggiamento: da umile e ironico (forse anche un po’ cicciuto) passiamo alla realtà di come la penso.
Impostazioni/politically correct/disattivo
Siete solo della feccia a non apprezzare le bellezze dell’universo. Avete il senso estetico di una talpa albina e la cultura di un apostolo.
James non prendertela, astronomia e simili non sono pane per tutti, si sa che in giro e’ pieno di maleducati e cafoni che, pero’, nemmeno sono degni di una risposta. Io invece ti ringrazio per il link: sono un grande appassionato di astronomia anche se non strettamente osservativa, sono piu’ interessato all’astrofisica e soprattutto alla cosmologia.
In ogni caso si’, anche a me prende un roba grande cosi’ alla pancia tutte le volte che guardo le immagini su hubblesite o su nasa.gov. E’ una sensazione meravigliosa sentire di far pare di qualcosa di cosi’ immenso e stupendo al di fuori di qualsiasi possibile descrizione. E la cosa bella e’ che sono cose vere, reali, fisiche e che non abbiamo bisogno di raccontarci delle favole per rimanere incantati col *naso all’insu’*. Ogni riferimento alle panzane propinate quotidianamente dalle religioni, con particolare riferimento a quella cattolica, e’ puramente voluto.
Come diceva Carl Sagan, prendere coscienza di essere cosi’ piccoli ed insignificanti di fronte agli eventi che continuamente si verificano nell’universo, non dovrebbe metterci a disagio o farci sentire soli e , ma anzi spronarci al rispetto reciproco e a collaborare per cercare di capire di piu’ di cosa c’e’ attorno a noi, a realizzare di quanto, nella nostra infinita limitatezza, siamo immensamente preziosi.
Ti consiglio, se gia non lo conosci, di visitare regolarmente il blog del Prof. Amedeo Balbi,
http://www.keplero.org.
grazie e a presto :)