
Ho deciso che approfitterò di questi momenti anche per un minimo di riflessione. Perché l’ironia, la satira, non è attività gretta e volgare, ma richiede riflessione. Se vi è bastata quella per capire la vignetta allora fermatevi qui. Altrimenti continuate.
Il problema è più serio di quanto si pensi. Ora, serio, diciamo interessante. Delle tre religioni rivelate solo il Cristianesimo (e nemmeno tutte le sette, credo solo i Cattolici e i Protestanti) ammette la rappresentazione della Divinità. Non solo, la divinità è divisa in tre parti, secondo un dogma trinitario che è tutto fuorché chiaro, logico, sensato, naturale. Possiede centinaia di santi, le cui salme vengono venerate. Un paio di giorni fa hanno riesumato la salma di quell’impostore di padre Pio, pure canonizzato. Quello che si faceva le stimmate con l’acido formico. E via tutta la gente a pregare sulla sua salma, a baciare il vetro appannato, a osannare un cadavere. Così come l’idolatria verso Gesù crocifisso, adorazione verso un’immagine di morte e sofferenza. Sono questi gli idoli del cristianesimo, i morti, i sofferenti. I santini si riproducono come funghi, ci sono santi per qualsiasi cosa, dai giardinieri, ai geografi, agli innamorati. Santi per tutto. Ma a questo punto non era più bella una fiera religione politeista? Con tutte quelle divinità dai nomi fieri che si davano battaglia per sciocchezze? Di certo avremmo avuto storie più interessanti che quelle di sofferenza e redenzione che ci offre il cattolicesimo. Vogliamo mettere oppure con la venerazione del Sole? Quella sarebbe anche utile, sensata, oppure, come nella vignetta, adorare idoli di fertilità. Ma sto divagando… Fatto sta che si vede sempre meno venerare Dio (cosa che in se sarebbe anche ben) e sempre più venerare i santi e le madonne. Sarà, ma ci vedo molto poco di monoteismo, molto poco di religione, e tanta idolatria…
Il Ministero della Verità aggiunge: Che differenza c’è tra superstizione e religione? Sondaggio: dai un nome alla tua ignoranza!


Bisogna fare attenzione a non generalizzare ed allargare troppo il discorso: i cristiani non sono necrofili, e non abbiamo neanche il culto del macabro.
Il “culto della sofferenza” è importante in quanto “sofferenza” ha qui il senso di “sacrificio”.
Quando non si studia, non si lavora e non si vive al massimo, quello è il momento per dare di più e “sacrificarsi” a fare qualcosa anche se non ci piace. Per il Cristiano è così, poi altri trovano la loro motivazione. Ma non c’è nulla di male in questo.
Personalmente non sono andato a baciare la salma di Padre Pio e condivido il fatto che non è bene idolatrare e adorare in questo modo altre figure, anche se sante. Certo: li pregherò, leggerò la loro vita, posso anche avere un’immagine del Patrono d’Italia nel portafoglio, ma non metto San Tommaso in macchina nella speranza che mi aiuti a non fare incidenti.
Quindi: non facciamo di tutta l’erba un fascio.
Ben detto Gimmy!
Anche io la penso in egual modo. Purtroppo c’è molta gente che scambia la religione con la superstizione. E questo lo vedo io stessa quando in Chiesa molte persone sono proiettate ad andare a baciare i piedi alla statua della Madonna, scavalcando la Messa che si sta celebrando. O ancora quando li vedi sonnecchiare nonostante le interessantissime prediche, che ipocriti! Questa idolatria la scorgiamo più in persone anziane, dove ignoranza e superstizione sono ancora ben radicate. I giovani d’oggi è difficile che portino il sale benedetto in tasca, insomma.
Poi, che il Crocefisso sia un simbolo di morte e sofferenza non mi pare assolutamente. Ovviamente, però, solo chi crede può capire che la tua è una traduzione volgare e che il vero simbolo del Crocefisso è la vita.
Ad ogni modo critichiamo l’idolatria -sia pure- ma che dire delle persone che bestemmiano? A mio parere sembra più grave. L’idolatra non infastidisce nessuno, il bestemmiatore, talora sbattesse contro lo spigolo di un tavolo, sì…
Scusa Ingrid, mi aiuteresti a capire la differenza tra religione e superstizione? Come pure quella tra quel negro e quei preti della vignetta. Perché a questo punto credo di non averlo ben chiaro nemmeno io…
(Perchè te la prendi sempre con me? :P)
Comunque ti aiuterò. La superstizione è il nome che gli ignoranti danno alla loro ignoranza. La religione è tutt’altro che ignoranza. E’ il rapporto che lega l’uomo alla divinità ed è meraviglioso. Purtroppo sono cose che non può comprendere una persona che fa affidamento solo sulla ragione. Sono sempre stata convinta che dove non arriva la scienza, lì arriva Dio.
PS: In quanto alla satira c’è da dire che ovviamente il vignettista ha voluto evidenziare quello che gli faceva più comodo. Non è questa la religione di cui parlo io.
Continuo a non capire. Seguiamo un metodo induttivo e da casi particolari andiamo al generale. Che differenza profonda c’è tra mangiare un ostia e bere del vino, rispetto a dare un cucchiaio di miele e burro ad un neonato, o a immergere le mani nell’acqua bollente dopo aver commesso peccato carnale?
Voglio ignorare il non posso capire perché faccio uso solo della ragione, è come dire non puoi bere perché fai uso della bocca.
Ora sono io a non capire. Per chi crede, ripeto, mangiare l’Ostia è un atto simbolico. Cosa c’entra col dare a mangiare ad un neonato un cucchiaio di miele? Nulla.
Non andiamo troppo sul retorico, altrimenti sei tu a dovermi spiegare!
Non c’è assolutamente bisogno che tu finga di ignorare il concetto sulla ragione (ho già letto una simile frase), anche perchè alla fine non ti sei potuto trattenere dal scriverlo. In breve, a parte il fatto che non ho indicato te ma sono stata più generale, io sto dicendo: “Non si può nuotare bene se non si utilizzano entrambe le braccia”.
In realtà dare da mangiare un cucchiaio di miele e burro ad un neonato è il battesimo induista, la religione più antica della terra e terza per numero di fedeli. La chiameresti superstizione?
Non è vero Gaspe, te la capisci benissimo la differenza che c’è tra mangiare l’ostia e non voler passare sotto una scala. Sai benissimo cosa vuol dire per i cristiani, sai ciò che la comunione rappresenta (o almeno te lo puoi immaginare). Nonostante io sia d’accordo con te, personalmente ritengo insopportabile la considerazione che hai dei cristiani, davvero li ritieni così ottusi? Definire il Cristianesimo una banale superstizione mi sembra quanto meno riduttivo.
PS
Questo commento lo faccio da semplice lettore. Se lo facessi da collaboratore del blog probabilmente il capo avrebbe da ridire. E magari faccio la fine di Santoro…
Da moderatore dico invece a Ingrid e James di non esagerare come l’altra volta.
Dionigi, io non ho fatto l’esempio di una scala. Ho fatto un esempio di un’altra religione. Certo, potrei seguire l’opinione comune e distinguere superstizione e religione in base a quanto sono praticate e a tutti i diversi orpelli ufficiali che ci stanno dietro, ma credo che sarebbe dare un giudizio su criteri errati. In fondo, chi ci dice che il Vero Dio non si sia espresso che per poche persone e magari attraverso forme ridicole?
Per questo, quello che io voglio sapere è la differenza tra religione e superstizione, ma una differenza che sia valida per tutti, non solo per quelli di una religione rispetto a tutte le altre, così che io, vedendo una cosa, possa dire se è religione o superstizione.
Calma. Non facciamo confusione. Se parli di superstizione e religione allora perché metti in campo anche paragoni con altre religioni. Che c’entra?
Comunque eccoti le definizioni.
Religione: il rapporto di rispetto e timore che un uomo crea (ovviamente è una definizione da ateo, il crea va cambiato con coltiva a seconda della persona) verso una divinità (o più nel caso del politeismo). Questo rapporto trova la sua applicazione e manifestazione nel culto.
Superstizione: è una falsa credenza che si crea nell’attribuire a fenomeni naturali cause soprannaturali.
Penso possa andare bene come definizione. Mi sembrano due cose ben diverse non ti pare? Che poi la religione sfoci nella superstizione questo è un altro discorso.
“Religione” è il nome che alcuni ignoranti danno alla loro ignoranza. “Superstizione” è il nome che danno al’ignoranza degli altri.
PS: Io la mia ignoranza la chiamo cinismo.
Partecipa anche tu al grande concorso “Dai un nome alla tua ignoranza”! Non sono ammesse definizioni tautologiche come “Mario Adinolfi” o “L’osservatore romano”.
Oh, Bravo!
Ora la domanda finale è molto chiara, e potresti quasi inserirla alla fine del post. Infatti, credo io, da una delle tue comuni “satire” che all’inizio sembrava questa necessità di chiarimento è legittima e degna di essere discussa anche, e soprattutto, tra i più credenti e sostenitori della loro religione.
La domanda dunque è: “Qual è la differenza tra religione e superstizione?”
La risposta non è facile, perché mi risulta difficile dare un criterio univoco che sia in grado di giudicare ogni evento.
Infatti se dico il rosario non mi considero superstizioso, ma se cambio strada incontrando un gatto nero probabilmente sì.
Riflettendoci su adesso forse riesco a dare una formula abbastanza generale.
Penso che penserei a una persona come a una persona che si lascia influenzare più o meno pesantemente da eventi esterni apparentemente di nessun significato, o comunque chiunque creda che eventi da lui indipendenti possano influenzarne altri a lungo termine, pur senza alcuna ragione scientifica.
In altre parole: l’allineamento di un pianeta, un sasso in una strada, il sale alle spalle, sono tutti eventi che esterni (dove per “esterni” è inteso come l’esterno delle “esperienze esterne” di Locke) che non hanno nessuna prova di ricadute su eventi a lungo termine come la vita, la morte o il successo di una persona. Chi cerca quindi di legare tali eventi con motivazioni personali da lui dedotte, ma prive di fondamento scientifico, lo considero superstizioso.
L’esperienza interna (sempre come la intende Locke) è qualcosa di diverso che per ora mi è difficile riconoscere e distinguere quando è superstizione o è religione. Penso che riterrei superstiziosa una persona che recita l’abracadabra nella speranza di ottenere un qualche effetto, ma al contrario non penserei lo stesso di chi prega ringraziando il Signore o della bella giornata passata.
In linea più generale direi che la differenza potrebbe stare nel fatto della mediazione: ovvero io prego Dio ringraziandolo e chiedendo che mi aiuti a fare questo o quello; mentre è diverso da “io dico formule particolare perché io possa fare qualcosa con poteri sovrannaturali”. Forse la differenza è anche questa: il soprannaturale. Ma qui bisognerebbe distinguere il soprannaturale religioso da quello superstizioso, e quindi per ora mi fermo qui… Nella speranza di aver dato magari qualche chiarimento e spunti per discussione calme e “interne” ;)
@Dionigi: Ho fatto un esempio di un’altra religione per mostrare come le altre religioni siano scambiate per superstizioni. Le definizioni che hai dato sono molto chiare, ma non aiutano a dare una divisione netta tra i due fenomeni. Da sempre tutte le religioni hanno dato cause sovrannaturali a fenomeni naturali e continuano a farlo tutt’ora.
@Gimmy: mi sembra tu sia in grosse difficoltà nel dare un criterio oggettivo. Sebbene le tue definizioni sono di certo più “sicure” di quelle di Dionigi, rimane il fatto che sono molto poco chiare e che rientrano troppo nell’idea che una persona ha di quello che si sta facendo. Di nuovo, troppo soggettivo…
@Poz: io chiamo la mia ignoranza sofismo.
Il poz non si smentisce mai, le sue frasone ad effetto sono sempre molto efficaci^^
Gaspe, in una superstizione però viene a cadere il rapporto con la divinità di cui parlavo nella definizione di religione. I superstiziosi vanno veramente a casaccio, i religiosi un po’ meno.
Nessuna delle due va a casaccio! Sono tutte e due cose piene di riti rigidi e precisi!
Certo, nella superstizione manca la divinità che la rende religione, ma nella religione non manca l’attribuire cause sovrannaturali tipiche della superstizione. Diciamo quindi che la religione è un sottoinsieme della superstizione oppure che non tutte le superstizioni sono religioni ma tutte le religioni sono superstizioni :P
La differenza sostanziale sta nel fatto che mentre la superstizione ha uno e un solo significato (non passare sotto la scala perchè porta sfortuna, non fare questo perchè poi succede questo) nella religione possono essere visti molti e molti significati. A riprova il fatto che non c’è nessun nesso nè sensibile nè deducibile e nemmeno intuibile tra che so, un gatto nero che attraversa la strada e la propria morte prematura, mentre ci sono ragionevoli nessi tra un atto o un rito cristiano (ma anche ebraico, islamico, induista.. quello che ti pare: se un cucchiaio di miele e burro è il battesimo induista avrà valore religioso nè più nè meno dell’acqua santa o della circoncisione) e il suo o i suoi significati: la preghiera, che sia un rapporto personale con dio, una cosa comunitaria con le altre persone, ricerca spirituale, tutte e tre le cose insieme, è comunque un atto ricco di significato, in quanto comunica qualcosa perlomeno alla persona che lo compie, io credo, mentre non passare sotto una scala non comunica niente a nessuno.
Poi ovviamente ci sono persone a cui non comunica niente e che lo trovano un atto privo di senso, come me e te. Ma io non credo che sia qualcosa che si possa o si deva trasmettere: se vogliamo trovarci un senso dobbiamo aspettare di capirlo da soli, o meglio di sentirlo (cosa che ritengo personalmente alquanto improbabile), la fede secondo me (quella vera) è una questione privata, personale.
Baci tanti.
James, parto dal presupposto che secondo me dai troppa importanza alla religione cattolica, comprendo che ti stia sulle palle per svariati motivi, ma non è certo l’unica esistente. Non giustificare il cucchiaino di miele: è un rito tanto quanto lo è il battesimo, ed è solo “cerimonia” perché certamente un bambino di due mesi non ne comprende il significato-per quanto credo sia fatto per il suo bene. Il punto è che religione e superstizione hanno qualcosa in comune; ovvero: non è che se te scavi per terra o vai sotto al mare o in una grotta trovi la religione, è una cosa che l’uomo si è inventato, da sempre. Non c’è nulla di male in questo finché la gente fa sul suo ( e in Italia fanno anche sul nostro), così come la superstizione. Solo che la superstizione è una ramificazione estrema della religione, nascondono entrambe una forte ipocrisia: prego dio perché ho avuto una bella giornata o affinché mi faccia avere una bella giornata domani ma vedrai che se pigli tre a greco dio non lo ringrazi! Allo stesso modo non passi sotto la scala così non ti cade addosso e sei salvo di sicuro, cambi strada se c’è il gatto nero e puoi stare tranquillo.
Sai perché la religione greca ti pare più bella? perché non c’è nessuno oggigiorno che ti condanna all’inferno se non sei battezzato, ma credo che altrimenti ti urterebbe anche quella. Bene il discorso è piuttosto scritto male, me ne rendo conto, ma sono fusa!
ciauz
@lla ‘ontini: Guarda che mi sembrano cavolate entrambe, sia il cucchiaino di miele sia l’acquasanta; non giustifico nessuno, tanto meno una religione che prevede l’esistenza di “intoccabili” come l’induismo.
Io credo che la religione sia una ramificazione della superstizione, un suo sottoinsieme e da essa nata (ma questo l’ho già detto), non tanto il contrario. Sulla religione greca: non potete prendermi sul serio su tutto :P (anche se preferirei delle divinità antropomorfe e burrascose come quelle politeiste rispetto a quel dio oscuro e incomprensibile delle religioni rivelate)
@annie: ci risiamo di nuovo. Se la differenza è per come la vive l’individuo, allora non vi è differenza sostanziale, perché vai a sapere te con quanta enfasi viene vissuta una certa superstizione o quanto i riti religiosi siano visti più come un insieme di precetti che come un contatto intimo con la divinità.
forse io (e a quanto vedo anche il gaspe) non essendo pratico della religione non riesco a capire i significati dei riti e delle preghiere.
tuttavia se si analizza l’argomento dall’esterno non vi sono sostanziali differrenze tra religione e superstizione se non per quanto riguarda la complessità dei rapporti comportamento/effetto.
per quanto mi riguarda credo che mangiare il pane azzimo per entrare in comunione con dio per poi espiare i peccati e conseguenze varie che io non conosco, sia come evitare di passare sotto la scala per evitare la sfortuna.
insomma, alla fine le probabilità di successo sono le stesse, solo che a dio ci crede più gente e la cosa è più articolata; allora sembra più sensato di cambiare strada quando ci sono i gatti neri!
ma alla fine nessuno ha dimostrato che se non cambi strada ci sono rischi maggiori di fare un incidente, nè tanto meno che se baci i piedi dei santi avrai aiuti dall’alto… a me sembrano tanto due cose simili…
e poi perdo la testa!
possibile che il venerdì quando torno a casa la mi mamma mi deve dà fastidio e non farmi mangiare il prosciutto?
ma si scherza davvero?
è vigilia! ma che vigilia?
ma cambia qualcosa se io di venerdì mangio il prosciutto?
ma viaaa!!
ora spiegatemi la differenza nell’evitare di passare sotto le scale! solo perchè le argomentazioni della chiesa sono più articolate non mi sembra che le due cose siano tanto diverse!!
Guarda nicco, io penso che la religione è qualcosa che va vissuta intimamente. Noi tutti (i credenti) abbiamo un modo diverso di viverla. Io sono Cattolica e sono perplessa su molte decisioni prese dalla Chiesa, ma questo non mi mette in contrasto con Dio. Non vuol dire che abbiamo totale arbitrio sulla religione: “..questo mi piace e lo prendo quest’altro no..”. Diciamo però che possiamo pensarla diversamente su alcuni argomenti. Per esempio se ti va di mangiare la carne di venerdì, per piacere, non privartene! Tua madre non può ordinarti quello che devi fare specialmente se si tratta di religione, qualcosa che ripeto è molto personale. Quando pensiamo a Dio crediamo che sia “una cosa ignota con un fucile puntato addosso a noi” che appena sbagliamo BUM e ci secca. Sai cosa realmente ci mette in comunione con Dio? Non mangiare l’Ostia o andare a Messa le Domeniche ma comportarci in maniera leale e corretta con il prossimo, fare del nostro meglio. Amare! (questo però è un discorso troppo ampio: non parlo dell’amore melenso).
Il problema delle religioni è che sono fatte da uomini e non certo da una qualche divinità.
Tutte le religioni sono servite a spiegare ed a rispondere a quelle domande che la scienza non era in grado di formulare perché non possedeva l’attrezzatura tecnologica per poterlo fare.
La paura della morte fa nascere le religioni, stranamente le religioni hanno basi comuni, molte sono semplicemente un nuovo stadio rispetto ad altre, come il cristianesimo che era pensato come un superamento dell’ebraismo, ed anche l’islamismo, visto come un superamento del cristianesimo.
Le divinità contano poco, alla fine sono uomini come noi a scegliere, così è stato per il cristianesimo, che non è altro che una scelta da parte di pochi rispetto a tutte le idee filosofiche-speculative che esistevano sull’argomento.
Tutti, credo, ricordano l’arianesimo, ma non era che una delle possibili interpretazioni sulla natura di Gesù. Interpretazione fatta da uomini, dato che di divinità c’era ben poco in tutte le eresie che si sono susseguite fin dai primi anni del primo cristianesimo.
Ora quello che voglio dire, è che mi sembra ridicolo, seguire una religione fatta da uomini, seguire un qualcosa detto da uomini di carne, perché è la stessa identica cosa che non passare sotto una scala perché alcuni dicono che porta sfortuna.
Se davvero vogliamo considerare la religiosità come un qualcosa di interiore, allora che si gettino tutti i libri sull’argomento, dato che sono scritti da uomini e c’entrano poco con l’individualità del nostro credere.
Via il Vecchio ed il Nuovo Testamento, via i libri sull’Apocalisse, via i Vangeli Apocrifi…
Via tutto quello che non ha scritto Gesù di persona, perché altrimenti è un traviare il pensiero di un uomo, inquinandolo con quello di altri che hanno dato una loro versione ai fatti.
Confucio diceva alcune cose simili a quelle dette da Gesù, solo che le ha dette molto prima di Gesù.
Gli scritti di Confucio sono molto più attendibili di quelli scritti da altri su Gesù, perché li ha scritti lui di persona e non altri che probabilmente ci hanno messo del loro come sempre accade per le fonti scritte…
Se proprio vogliamo avere come esempio qualcosa, non è meglio prendere il buono di Confucio che attenersi a scritti di inquinata veridicità come possono essere molti passi dei Vangeli o di altri testi sacri che portano le parole di una divinità, ma sono scritti da altri?
Solo per farvi ponderare sulla cosa :)
mi sembra che anonimo sgargi un po’ troppo sull’argomento…
la nostra discussione era su altre questioni, non c’era bisogno di arrivare qui e sbruffare dicendo di confucio e storie varie! gesù non scriveva solo un pensiero come hai detto te (perchè dicendo che confucio aveva lo stesso pensiero di gesù riduci quello il cristo ad un banale propinatore di ideali, per quanto possa essere banale), egli insieme alle sue indicazioni morali ha sostenuto anche l’esistenza di un dio!
noi stavamo parlando di dio, non dell’insegnamento di gesù!
lo stesso vale per tutte le religioni e anche per confucio (se ho capito male e confucio parlava di un dio)!
ciao sono nuovo di qui, ma la discussione mi intriga e spero di poter dare il mio contributo in veste di agnostico che fino a pochi anni fa era mooolto cattolico, e di alcune cose ne sapevo abbastanza. Ho letto un po’ di cose dalla corrente “cattolica” ( :P ) che mi hanno fatto trasalire, dunque elenco:
@Ingrid (6): Innanzitutto c’e’ da dire che quella del battesimo non e’ una cerimonia, non e’ come il bacio al matrimonio: per un cristiano, quell’acqua E’ santa, non e’ solo un SIMBOLO di santita’. E’ proprio lo spirito santo che scende. Se pensi che sia un simbolo, non sei cattolico.
La cosa diventa ancora piu’ seria per ostia e vino: l’ostia E’ carne di cristo, non e’ solo la sua rappresentazione. Se credi di star solo “facendo alla maniera” di quell’ultima cena, e non di star mangiando la carne di Dio, non sei cattolico
Sempre @Ingrid: il Crocefisso E’ univocamente un simbolo di morte, tant’e’ che i primi cristiani non lo adottarono come simbolo: come a dire che come simbolo di Ghandi mettiamo una pallottola, lo faresti mai? :) Il fatto che poi quel “sacrificio” apra un mondo nuovo ai cristiani, e’ vero, ma non per questo mi pare un simbolo di vita, nello stesso modo in cui un altare sacrificale NON e’ mai stato un simbolo di vita, anche se grazie ad esso ci si poteva “ingraziare” una divinita’; oppure vallo a spiegare ad Isacco che quello e’ un simbolo di vita :)
@Gimmy: il fatto degli “eventi esterni” e’ piuttosto suscettibile di variazioni: non e’ forse l’eclisse verificatasi alla morte di Gesu’ un “evento esterno” ? eppure e’ interpretato come il segnale di un evento terribile. Per non parlare del Diluvio Universale, delle piaghe, degli eventi alla torre di Babele, e cosi’ via. Tutti eventi esterni, tutti da Dio. E allora, in linea di principio, fanno bene i superstiziosi a sospettare l’ombra divina dietro ogni piccola cosa: hanno semplicemente imparato la lezione.
Mi dispiace infierire :P ma @Ingrid: purtroppo la religione per i Cattolici non e’ un fatto intimo. Lo e’ per altri cristiani, ma per i Cattolici proprio no. I cattolici non possono interpretare le scritture a loro piacimento, solo il clero puo’ farlo; pertanto, anche il comportamento, il modo di viverla deve essere analogo. Il discorso dell’amare, poi, e’ sostenibile a prescindere dalla religione. Se Gesu’ fosse stato un uomo come noi, avrebbe potuto predicare l’amore con uguale efficacia
Ops, mi e’ scappato “invia” (speravate che fosse finito il mio sproloquio, eh? ;) )
Penso comunque che tra religione e superstizione delle differenze ci siano. Una religione parte da una serie di “rivelazioni” fondamentali, da cui deriva poi, come naturale conseguenza, una serie di comportamenti che il credente fa, come e’ naturale. Ad esempio l’Ebraismo parte dalla Bibbia, e per questo, ad esempio, consacra il settimo giorno a Dio; il fatto e’ che la Bibbia oltre a essere un libro di rivelazione e’ anche un libro di “istruzioni per la vita”, quindi ci sono comportamenti il cui unico perche’ e’ il loro precetto. In generale, comunque, il principio e’ quello. Il paganesimo, ad esempio, afferma che ci sono X divinita’, ognuna con tali poteri, tali rapporti, ecc. E’ naturale, dunque, che il credente pagano faccia offerte agli dei per ingraziarli e cose simili, e’ implicito nella sua fede.
I credenti delle religioni piu’ importanti, pero’, dipendono non solo dalla loro fede, ma anche dalle loro organizzazoini (il credo Cattolico lo afferma esplicitamente), e pertanto queste organizzazioni si possono, in un certo senso, “aggiungere” alla fede: il fedele si comporta non solo come dice la sua fede, ma anche come dice la sua chiesa (esempio semplice: la fede nel purgatorio, mai rivelatoci eppure ritenuto vero). Questo e’ cio’ che trasforma una fede religiosa in una superstiziosa.
Mi accorgo solo ora che questo thread era morto mesi fa, vabbe’ :)