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unonovequattro

Ce lo vedo proprio. Ferrara, trafelatissimo e tutto sudato, che corre per gli ospedali italiani, con quel suo buzzo informe e quel grasso strabuzzante e una ridicola spillina appuntata al petto. Si ferma davanti ad un lettino dove stanno praticando l’interruzione volontaria di gravidanza, afferra la coda del letto con le mani grasse e unte: “Fermi, fermi! Non sapete cosa state facendo! Salvate quella vita!” “Ma chi è lei? Se ne vada grassone!” “Ma come, sono Giuliano Ferrara! Sono venuto a salvare questo essere umano!” “Ma non vede? Non ha sesso, gli mancano le dita delle mani e le orbite sono vuote!” Non importa! Datelo a me!” A quel punto Ferrara si sbottona la camicia e mette in evidenza il pancione e invia ad urlare “Datelo a me! C’è posto per tutti qui dentro! Non è solo grasso questo! Accoglierò tutti questi poveri essere umani nel mio addome e vivranno per sempre felici! Formeranno una comunità autoctona, coltiveranno il tessuto connettivo con il sudore della fronte!”.

Questo il delirio, devo dire anche un po’ di cattivo gusto, venuto fuori sabato pomeriggio alla manifestazione a Pisa contro la caccia alle streghe per le donne che abortiscono e in favore della 194. Per dirla breve, per i diritti delle donne. “Se gli uomini potessero partorire, l’aborto sarebbe un sacramento”, questo uno degli slogan della giornata. Piazza piena di vecchie signore, più mamme dei miei amici stessi. Quasi un momento di riunione familiare. Questo perché ci sono diverse cose indecenti, delle quali adesso stilerò una breve lista: uno, che dei poliziotti facciano un blitzkrieg in un ospedale per cogliere in flagrante una ivg mentre per moltissime altre cose non accade (figuriamoci poi a Napoli). Due, che si sente difendere l’aborto solo religiosi o uomini (la Binetti la metto tra li religiosi dato che l’altro giorno ha celebrato messa), che notoriamente sono molto comprensivi di problemi del genere. Tre, che i politici rimangano, eccetto i radicali, abbastanza indifferenti a queste tematiche, liquidando l’argomento in poche frasi. Quattro, che in Basilicata il 93% dei ginecologi è obiettore di coscienza, nel Lazio il 77%, in Puglia non ci sia un solo ospedale pubblico che pratichi la ivg, e più in generale in Italia più del 50% di ginecologi, infermieri e anestetisti sono obiettori. Cinque, che per ottenere un ivg sia necessario un tempo minimo di due settimane, con sportelli aperti un’ora al giorno nemmeno tutti i giorni della settimana, che molto spesso con tutto questo tram tram burocratico l’operazione cade dopo il termine consentito. Sei, che molte volte per fare carriera negli ospedali o si è obiettori o ti sputano in faccia, con vertici in mano a ciellini e comitati per la vita con sede nello stesso ospedale. Sette, che l’Italia rimanga l’unico paese dove non è consentito l’uso della RU486, che viene utilizzata da vent’anni ad esempio in Francia, e che permetterebbe alla donna di alleviare le sofferenze di un atto già abbastanza tragico e doloroso.

E per questo, sia anatema su:

Giuliano Ferrara e tutti i suoi accoliti, che la massa del primo aumenti a tal punto da collassare su se stesso come una stella di neutroni che che tutti i suoi servetti muoiano nella supernova subito antecedente.

La Chiesa, il Vicario di Cristo e la CEI, che migliaia di serpenti invadono le loro case e le loro chiese, e divorino ogni icona sacra e parroco vi si trovi.

I politici democristiani tutti, che un ibis cavi loro gli occhi e li divori di fronte ai loro figli adulterini.

Su gli obiettori di coscienza tutti, che le loro mogli, o loro stesse se sono donne, rimangano incinte di empie creature da un parto col demonio e che queste divorino le loro membra per venire alla luce.

PS: invito tutti voi a firmare qua.

Evangelion is back.

 

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È tornato. Neon Genesis Evangelion è tornato sugli schermi italiani, tutti i martedì alle 21.30. Vi sembrerà strano che all’Angolo del Serpente si parli di cartoni animati, in particolar modo giapponesi (anime), ma questa è un’importantissima eccezione. Anche perché, gli argomenti trattati stavolta non sono le solite storie di amore o una fantascienza spicciola, bensì un continuo rimando —e quando dico continuo, vi assicuro che è tale— alla filosofia, all’esoterismo, alla cabala ebraica, alle religioni, sia in un aspetto microscopico: con l’introspezione, spesso esistenzialista o pirandelliana, dei personaggi, sia in un aspetto macroscopico: con tutto il filo conduttore della trama che passa dall’Albero della Vita, alla lancia di Longinus, alla trascendenza divina. Il tutto inserito in uno splendido contesto post-apocalittico, fantascientifico e anche un poco cyberpunk, e ovviamente, gli immancabili mecha che stavolta in fatto ad estetica ne battono qualsiasi altro. Il primo episodio è già passato martedì scorso, ma vi consiglio vivamente, sia se lo conoscete già ma soprattutto se non l’avete mai visto, di seguire con attenzione e impegno questa serie che con gli anime non ha nulla a che vedere se non in come è realizzata.

Altra cosa sempre riguardo Evangelion stavolta soltanto ad uso e consumo degli appassionati. Oltre alla serie originale, di ventisei episodi, e i due film (a mio parere orrendi) in Giappone ha preso piede un’ulteriore grande cose riguardante Evangelion. Rebuild of Evangelion: quattro nuovi film d’animazione, che, con il nuovo studio Khara insieme alla Gainax al design, hanno aspetto molto gradevole grazie all’accorto uso di CG. I primi due riprendono la serie originale. EVANGELION: 1.0 You’re not alone è già uscito in Giappone e entro quest’anno dovrà uscire anche il secondo. Gli altri due, la cui data di uscita non è ancora stata fissata, propongono invece un finale alternativo. Questi sono i trailer del primo film, che uscirà il 25 aprile in DVD (ovviamente solo nel sol levante). Del secondo si sa soltanto che ci sarà un nuovo personaggio femminile e qualche cosa su nuovi Eva o restyling dei vecchi. A proposito di restyling, questi sono i nuovi simboli della Nerv e della Seele.

Finalmente ho deciso di parlarne, e come avrei potuto rimanere in silenzio di fronte a ciò? Mica faccio come il pastore tedesco che si rifiuta di fare il suo discorso di superiorità della chiesa sulla scienza. Ecco appunto, mettiamo in chiaro delle cose. Prima, il discorso del papa, in quanto inaugurazione dell’anno accademico, non ammetteva contraddizioni. Secondo, avete letto il discorso? Non sono di certo parole di apertura, bensì parole che vedono nella religione la luce che ha guidato la scienza e che dovrebbe continuarlo a fare. Conclusione: al contrario di come dicono in molti, soprattutto i nostri politici, non ci siamo persi nessuna “possibilità di confronto”, è stata semplicemente evitata un’altra obbrobriosa ingerenza papale. Si è urlato alla censura! Come se il papa non avesse possibilità di parlare! Non c’è un telegiornale che non ci dica le ultime cose che ha detto o fatto, ci manca solo di sapere quante volte a cagare al giorno (credo tante, considerando le volte che ci “viene mandato”). La sua radio è un quasar in quanto a onde emesse. Senza contare che, come capo di stato, ha poco senso parlare di censura.Altro appunto importante: la contestazione dei professori era al rettore per la sua scelta, non al papa. È stato il nostro caro Benito Benedetto che ha declinato, approfittandone per fare del vittimismo. Comunque sia, solo in Italia la gente non ha avuto il coraggio di dire niente (a parte la Montalcini, che nessuno ha considerato). Leggete infatti che dice Steel sull’Indipendent, o se non sapete l’inglese, leggete la traduzione sulle ultimissime UAAR . A proposito di UAAR, se ritenete che il discorso del papa sia una bella prova di “pluralismo e umiltà” (parole della Turco) leggete qua.

Arbeit Macht Frei

Dimenticavo, ieri era il Giorno della Memoria. Su Retequattro hanno dato Schindler’s List, senza interruzioni pubblicitarie. Devo dire che qualche lacrima è caduta.

La Carità Cristiana V

Devo concludere questa saga. Cristiani, voi mi capite se dico che è un dovere morale per me. Essendo stato molto assente mi sono perso molte cose, soprattutto degli interessanti articoli che trattano proprio della “Carità Cristiana”. Abbiamo parlato di che fine fa l’ottopermille, oggi parliamo di tutti quei bellissimi alberghi, gestiti da ecclesiastici, che non pagano le tasse.

Partendo subito con un po’ di cifre: ogni anno i nostri comuni perdono 400 milioni d’euro (se non di più) a causa dell’esenzione fiscale di cui godono gli edifici “religiosi”. Soldi che poi i comuni da qualche parte dovranno prendere, e li prendono da noi. Come al solito perciò, siamo tutti che paghiamo per la chiesa. L’Avvenire dice che è dal ‘92 che esiste questa esenzione, vero, peccato che la corte di cassazione l’abbia dichiarata illegittima nel duemilaquattro, dicendo che potevano non pagare le tasse solo quegli edifici che “non svolgono funzione commerciale”. Questo ovviamente non valeva solo per la chiesa, ma anche per tutte le sedi di partito, onlus, associazioni sportive e così via… Si è ovviamente scatenato un putiferio, ma solo da parte della Cei, la quale ha dichiarato Anatema su tutti noi e… no, probabilmente l’anatema non c’è stato, ma l’unica ad aver perso la testa è stata lei (come se fosse una persona). A questo punto Berlusconi —sì, proprio lui— ha dato una mano ai suoi amichetti e ha rimesso tutto come prima. La commissione Europea ha quindi brontolato, e il governo Prodi allora ha cambiato di nuovo la norma, che adesso dice che sono esenti gli immobili a utilizzo “non esclusivamente commerciale”.

Che cazzo vuol dire? Che se faccio un cineforum nel mio bar dato che non è una cosa commerciale non pago le tasse? Pare di sì, e così il 95% degli immobili della chiesa — non solo le chiese, anche centinaia di alberghi — continua a non pagare le tasse. Questo sì che è dare a Cesare ciò che è di Cesare, questa sì che è carità cristiana!

Lo sapete, non sempre mi piace fare l’anticonformormista. Oltretutto, anche questo blog nacque da un tentativo, malriuscito, di conformismo. Oggi parlerò, forse inutilmente, di cose di cui parlano tutti.

Io, non mi sento italiano, ma, e Gaber mi perdonerà, purtroppo lo sono. In questi ultimi due giorni le mie attività nel tempo libero sono state leggere giornali o fare corsi di filosofia su Sartre, perciò il mio morale ha avuto un tracollo negativo che la grande depressione in confronto era uno sputo in senato per terra. Non so nemmeno come esprimere la mia insoddisfazione per questo paese, solo che ieri sera mi era preso un tale sconforto che avrei voluto prendere in seduta stante e presentarmi a casa di Zapatero: “Scusa, non è che potrei dormi’ a casa tua? Se ‘un c’hai una branda va bene anche per terra, è che a casa mia c’ho i cattolici il papa i politici corrotti la mafia le raccomandazioni ovunque tutto allagato”. Ok, basta scemenze. Diciamo qualcosa che se visto con un microscopio possa sembrare vagamente costruttivo.

Il crollo del governo. A parte tutto l’ambito sociale, non mi dispiaceva. Anzi, mettiamola così, economicamente ha fatto delle cose non brutte, il che è già sufficente. Tesoretti, lotta all’evasione, liberalizzazioni, insomma, può andare, nessuno si aspetta la dittatura del proletariato, mi posso accontentare di un buon liberalismo. Ma era chiaro fin dall’inizio che non sarebbe andata e il Dinisi può confermare che mi si leggeva in faccia il disappunto quel mercoledì mattina del 2006 quando si controllavano i voti degli Italiani all’estero. Un governo così non può continuare. Azzardo a dire che è durato anche troppo. Nel mezzo si è beccato: lo scandalo telecom, la base usa a Vicenza, il family day, il caso visco, le offese di Montezemolo, Veltroni che vuol fare il ganzetto “io vado da solo”, Napoli che vaga nella “monnezza”, Mastella-mafioso che lo butta nel culo a tutti senza vaselina anzi con sabbia e sale – al che, la sinistra comunistaverderadicale, lo ha guardato un po’ perplesso “Ma buttallo in culo al governo ‘un era affar nostro?” – senza contare infine tutta l’ondata di antipolitica capeggiata da quel Grillo, che ha ulteriormente abbassato i consensi. Come li avevano abbassati le frasi di Padoa-Schioppa sul suo estetismo delle tasse. Dubito fortemente che la sinistra possa vincere. Ma si sa, per me il pessimismo ha uso terapeutico. Rimane chiaro e distinto che la riforma elettorale serve, magari alla cinese.

Dimenticavo! La grande ingerenza della Chiesa! Quella sì che mi disturba dell’Italia! Per Cartesio, ho talmente tanto veleno da sputare contro alla chiesa in questi giorni che è diventato allo stato solido e non riesce più ad uscire. Perciò tralascio ma lascio solo un paio di link ai saggi di saggi: Revisionismi Vari Decalogo UAAR

PS: il titolo non è frutto di un momento di pazzia, bensì dell’ascolto di una canzone. Quale?

Un caloroso benvenuto a tutti, sia i nuovi, ma, ovviamente con più calore, ai vecchi affezionati del mio blog —sì, mi atteggio a star internazionale, ne avrò il diritto ogni tanto no?. Vi piace la nuova interfaccia? Spero di sì, e presto arriveranno anche altre cose, non disperate. Come sapete, il mio spirito barocco non poteva permettere a questo blog di rimanere vuoto e scarno, di avere l’aspetto di una casa appena comprata, ancora semivuota, con quelle pareti bianche accecanti. Perciò ho subito provveduto ad aggiungere anche gli interventi più recenti del mio già da un bel po’ trascurato vecchio blog, molti mancano dei commenti, e ciò è un peccato, perché alcuni erano delle vere chicche! È ben chiaro che tutti i miei interventi “La carità cristiana” che si riferivano ad argomenti di attualità, non sono più attuali, ho aggiunto in quel caso la data di pubblicazione, così, per farsi un’idea. La “Rubrica Filosofica” invece, è immortale…

La mia voglia di commentare il “Fatto Sapienza” ora come ora è poca, è tutto il giorno che sto a traslocare. In compenso, vi lascio il link per un sito bellissimo, dove potete uploadare tutta la vostra libreria, conoscere persone che hanno i vostri stessi libri, trovare recensioni e altre cose veramente da intellettualoidi. Questo è il sito e questa è la mia libreria. Dubito che ci sia un modo migliore di conoscere una persona di vedere i libri che legge…

See ya soon!

Sebbene il simpatico Califano alias Cilo abbia già detto molto, mi presento stavolta io con i dati alla mano per fare un po’ di conto sui costi della Chiesa Cattolica in Italia. Iniziamo senza troppe ciance. I dati sono presi dall’articolo di Curzio Maltese su Repubblica del 28 Settembre, il quale li ha reperiti dal sito ufficiale della CEI per quanto riguarda l’8‰ e da stime di diversi enti locali invece per mancati gettiti e simili.
Il costo complessivo ammonta a circa 4 000 000 000 €-quattro miliardi di euro tra finanziamenti diretti dello stato, degli enti locali e mancato gettito fiscale. Nel particolare
-1 miliardo dell’8‰
-650 milioni per gli stipendi dei 22.000 insegnanti di religione.
-700 milioni versati da stato e enti locali per convenzioni su scuola e sanità.
-una cifra molto variabile, in media negli ultimi dieci anni attestabile attorno ai 250 milioni, per super eventi come Gubilei e simili.
-400-700 milioni di mancato incasso per l’ICI.
-500 milioni per l’esenzione da imposte come Irap e Ires.
-600 milioni l’elusione fiscale legata al mondo del turismo.
La Chiesa Cattolica, non eletta dal popolo, ci costa quanto la classe politica. Bello! Considerate pure che per l’8‰ sull’Irpef le preferenza non espresse non vanno allo stato, ma vanno in base percentuale a quelli che hanno espresso più preferenze. Insomma, sebbene il 60% non indichi la propria preferenza la Chiesa si ritrova con il 90% delle preferenze, per un totale di 1 miliardo di euro. Che direte voi, almeno sono spesi in opere di carità, sbagliato! In realtà solo un euro su cinque finisce nella carità, gli altri sono spesi per dare stipendi ai sacerdoti (354mln) per l’edilizia e i culti. Solo 200 milioni vanno nella carità, di cui 85 al terzo mondo. Ma osserviamo i dati nel tempo. Nel 1990 la chiesa si beccava 210 milioni circa. Di questi 145 andavano ai sacerdoti. Adesso i sacerdoti ne prendono 354 milioni su 1 miliardo. La percentuale sui soldi è minore direte voi, certo, ma intanto il numero di sacerdoti è passato da 66.000 a 39.000. Prendono più del doppio e sono un terzo meno. Le opere di carità invece? La percentuale nel 1990 era del 15,3% adesso del 21% in un ambito in cui i soldi non smettono mai si servire. L’”edilizia di culto” è salita dal 7,1% al 11,8%. Dimenticavo, sebbene complessivamente la carità sia aumentata di 6 punti percentuali gli aiuti nel terzo mondo solo dello 0,9%. Qui tutto aumenta però, dov’è che hanno tolto? Semplice, dagli stipendi dei sacerdoti, che dal 69% del ‘90 siamo passati al 36% del 2007, ma come abbiamo visto prima, i soldi sono più che raddoppiati per un numero minore di preti!
Ecco la Grande Carità Cristiana!

Ora invece passiamo ad un fatto. Papa Ratzinger, detto anche l’Imperatore Palpatine, oppure il Crucco Nazista si prepara il 28 Ottobre a beatificare nientepopodimeno che 498 fascisti spagnoli legati al regime franchista. Questa operazione megalitica, la più grande beatificazione della storia, avviene in risposta alla “legge della memoria” che il governo sta tentando di far passare in Spagna, si tratta ovvero di dichiarare definitivamente criminale la dittatura di Franco, rendere nulli tutte le condanne associate e illegale ogni strascico fascista. La chiesa spagnola allora, molto nostalgica, chiede aiuto al Vaticano che le viene volentieri incontro, beatificando questi “martiri della repubblica”.
Che dire Ratzinger? Oggi come ieri “Gott mit uns

Risalente al 30 Settembre 2007
Qui trovate tutto il lunghissimo dibattito che è seguito a questo post. Enjoy :P

Intervento stavolta diviso in due ma se vogliamo anche tre. Inizio con comunicare, un po’ in ritardo, perché la notizia è di Giovedì, un simpatico evento di terrorismo psicologico avvenuto in Mozambico. L’arcivescovo Francisco Chimoio ha dichiarato alla BBC che i preservativi che i paesi Europei spediscono alla popolazione per evitare la diffusione dell’AIDS e i farmaci sono in realtà infettati volontariamente dal virus, per poter uccidere gli africani e ricolonizzare il continente. L’unica modo sicuro per non prendere l’HIV è l’astensione dai rapporti sessuali (e ti pareva). Immagino non ci sia bisogno di dire che si tratta di terrorismo bello e buono. A meno che infatti non siate dei paranoidi assillati da tutte le varie teorie del complotto la tesi portata avanti dal vescovo è ridicola, e fa presa solo sui poveri ignoranti morti di fame del Mozambico, col risultato che loro trombano uguale ma senza cappuccio e poi ci rimangono. A migliaia. Se questo è fare del bene…

Approfitto poi dell’intervento, invece di dilungarmi tra i commenti, per rispondere a Ingrid. Se prima non l’ho fatto è perché, al contrario di Dio, io non sono onnisciente e perciò non posso sapere subito quando viene commentato un intervento di un mese e mezzo fa (ormai due), ma tutti coloro che mi conoscono personalmente potranno confermare che non mi tiro mai indietro da una discussione (anche perché mi diverto). Se su questo blog non parlo di me c’è un motivo: ho cose di meglio da scrivere, soprattutto cose che possono interessare ad altri oltre che a me stesso per “liberarmi dal pesante e dal superfluo” (come ho scritto in un vecchissimo intervento proprio riguardo a questo argomento). E non solo, se, come già avevi iniziato a fare, vai ancora più indietro tra gli interventi di questo blog li troverai riguardanti solo me stesso, e non tanto come ridicoli diari ma bensì come lunghe — e tediose — introspezioni.
Rispondo anche al tuo commento originario.  In primis, riguardo alle scritture. Posso dire di conoscerle, e soprattutto di conoscerle da un punto di vista indipendente, perché ho sentito molte volte — e come potrei non esserci incappato — le interpretazioni della Chiesa, le ho lette di mia spontanea volontà (non tutte ovviamente, ma in qua e la) e ho letto anche libri che ne mettevano in evidenza le contraddizioni (uno tra molti “Perché non si può essere cristiani” di Piergiorgio Odifreddi). Se come tu dici, questi libri sono stati ispirati direttamente dallo Spirito Santo allora credo che come spirito sia abbastanza confuso e che cambi idea molto spesso, oppure che i suoi profeti erano un po’ duri d’orecchi. Le contraddizioni sono enormi, innanzitutto tra l’antico e il nuovo testamento. Ho già citato le ridicole e brutali leggi del popolo ebraico, al quale anche Gesù e i suoi apostoli appartenevano. Senza contare le contraddizioni dal punto di vista storico dei fatti e dei personaggi narrati, le discordanze tra i vari vangeli (quello di Giovanni tra tutti) e anche all’interno degli stessi. Insomma, se le scritture dimostrano l’esistenza di Dio, allora X-Men dimostra l’esistenza dei mutanti.
Non rispondo neanche ai discorsi sulla fede, perché è come due persone che vogliono giocare insieme, una seguendo delle regole (la ragione) e l’altra come vuole (la fede). Sono bendisposto a discutere fin quando usiamo la ragione, appena come giustificazione arriva il “perché non hai fede” o “io ho fede” ogni parola diventa vana. Il mio gatto sarebbe più recettivo.
Interessante il discorso sull’origine del male.  Il male esiste, e questo è un dato di fatto. Se proprio vogliamo stare alle scritture, ci siamo dovuti conquistare il diritto di scegliere tra bene e male e di distinguerli, rubando il frutto della conoscenza (episodio in cui Dio ci fa pure la figura del bugiardo). Ma a parte la mitologia, tu mi porti il discorso che ha poco senso addossare a Dio le colpe del male nel mondo quando noi non facciamo nulla. Invece ha molto senso, perché se Dio fosse buono, onnipotente, onnisciente e giusto, sarebbe normale che togliesse il male dal mondo. È come appunto un maestro che non insegna ai propri alunni a scrivere, sarebbe un individuo che pur conoscendo il bene e potendolo applicare senza spese non lo fa.

E qui arrivo al succo della questione. Ora, secondo molti il mondo fa schifo, ma io non me la prendo con Dio o con la Chiesa per odio — perché in fondo non hanno mai arrecato direttamente danno alla mia persona — bensì per amore verso l’uomo. Per me essere atei, non credere nel sovrannaturale, non può che portare bene. Ti priva della paura della morte, della paura della punizione divina dopo la morte, ti porta a goderti meglio la vita, a viverla con piena consapevolezza che non ci sarà nulla dopo e che quindi è inutile serbarsi il carico quando alle ultime mani il compagno e quello che ha chiamato prenderanno tutto (tanto per usare una metafora briscolosa). E per questo io sono ateo militante, perché se non tentassi di convincere gli altri, sarei un egoista. Io non sento questa divinità, non sento questa meraviglia se non per le cose che l’uomo ha creato. Per questo ho veramente meraviglia, non per dio, nemmeno per la sua necessaria assenza, ma per come l’uomo si è elevato da animale e adesso controlla la Natura, per come l’uomo si è sostituito al Dio nella sua testa.

Vorrei però concludere con un inno:
Spiderpork, Spiderpork,
Il soffitto tu mi spork,
Tu mi balli sulla test
E mi macchi tutto il rest
Tu qua!
Ti amo spiderpork!

La Carità Cristiana II

Risalente al 25 Settembre 2007

 

Fresca fresca notizia di oggi [di nuovo: 25 settembre 2007], e difficilmente reperibile in giro, ma ugualmente interessante. Come facilmente si evince dal titolo, si tratta di un’altra mirabolante impresa dei ministri di Dio che dall’alto dei loro pulpiti ci insegnano la giusta morale cristiana. Il parroco di Certosa (Pavia), e pure professore del locale liceo, è stato beccato con le mani nel sacco mentre molestava una donna. L’ha seguita in casa e aggredita, quando poi la figlia di questa ha iniziato ad urlare il povero prete è dovuto fuggire in uno stanzino dove poi è stato prelevato dalla polizia. In una parola: borda! La notizia si trova qui.

Si potrà contestare che la voce di uno conta poco, e che tento di vedere solo i lati negativi della chiesa. In effetti è vero, riporto solo le notizie che mettono la chiesa in cattiva luce, ma perché se volete sentir bene parlare della chiesa, vi basta accendere la televisione su qualsiasi canale, dall’una alle 2 e mezzo oppure dalle 8 alle 9 e sentir proferire parole dolci sul papa e compagnia bella. Soprattutto, non ho mai preteso di essere imparziale, né oggettivo nel mio giudizio, se uno vuole sapere le cose politically correct ripeto, guardi il telegiornale. Se uno non è d’accordo, che critichi quello che scrivo, sarò lietissimo di rispondere, pure alle offese.
Tornando in tema: il fatto che anche una sola persona, un solo sacerdote, si macchi di colpe è significativo. Per il semplice fatto che tra i preti, tramiti tra noi volgo e Dio, unici legittimi detentori dell’interpretazione della bibbia, un peccato è doppiamente grave. Come un professore che volutamente insegna una cosa sbagliata, ma con l’aggravante che il prete ha la grazie e tutte le varie altre qualità. Bah. Ma proseguiamo. Siamo tutti d’accordo che i soldi e il potere corrompono. Ora, prendiamo un prete medio, che come i fatti ci insegnano, non è né peggiore né migliore di un laico (inteso come non sacerdote) e aggiungiamogli tanti soldi e potere. Cosa otteniamo? A voi la decisione…
A proposito di migliori e peggiori: lo sapevate che negli Stati Uniti la percentuale di carcerati non credenti è nettamente minore di quella credente rispetto alla popolazione? Nel senso che, mi spiego meglio, se ci sono 3 non credenti su 10 nella popolazione totale, in una prigione ne troveremo solo 1 su 10 (questi dati sono a caso, è solo per far capire, quelli precisi non ho voglia di cercarli, ma se qualcuno li richiede, per amor di verità, li ricercherò).

Volevo infine porre un quesito a tutti i gentili burloni che hanno avuto pazienza di leggere fino in fondo. Un quesito al quale gradirei sentire una risposta: come reputereste un insegnante, un maestro, un professore che, di fronte ad un analfabeta, non gli insegna a scrivere? E come un genitore che lascia decidere al figlio se imparare o no a leggere?

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